Ok, mi arrendo. Vespa ha ragione, l'Italia è spezzata: da una parte ci si accalca per riuscire a vedere per una frazione di secondo Tom Cruise e consorte, dall'altra ci si accalca per vedere per una frazione di secondo la bara di Mario Merola.
E in mezzo a questa calca due o tre stronzi come me che non capiscono come sopravvivere.
Allora, Mario Merola è morto.
Il re di Napoli. Il cuore di Napoli. Un pezzo bello di Napoli. L'ultimo grande napoletano. Perdiamo qualcosa che non tornerà mai più.
L'ho detto: mi arrendo. Guardo il TG e non mi meraviglio affatto: il re della sceneggiata sta recitando la sua ultima scena, e tutti i presenti si danno da fare per renderla un buon prodotto. E ci riescono, basta leggere la cronaca del funerale, basta ascoltare le grida, i pugni sul carro funebre, le frasi pronunciate con quel tono urlato tipico della vaiassa... ma le mie parole non sono capaci di rendere l'idea... per fortuna c'è qualcuno che ha messo online i servizi del telegiornale, vi prego di guardare e soffrire con me.
E' inutile opporsi, Napoli è questa qui. Vedo le lacrime del figlio, uguale al padre, che recita la parte con grande mestria, parla dell'affetto della gente. Mi dico che sono un bastardo, che in fondo era un grande artista ed una brava persona. E tollero anche la scena dell'amico Saint Vincent, che caccia un mazzo di carte e gioca la sua ultima partita: le carte di Mario sono più alte, e lui ammette con ammirazione "ha vinto ancora!". A me è partito un applauso.
Corro al computer per riabilitare l'immagine interiore che ho di quell'uomo, e cerco "mario merola beneficenza iniziative contro camorra", dicendo a me stesso che un uomo che ha fatto un film che si chiama "Sgarro alla camorra" avrà pur fatto qualcosa per combattere questo problema. Ma non trovo niente.
Provo sul suo sito ufficiale, ma senza risultati; in compenso trovo un messaggio di un trentenne napoletano che è come la sceneggiata della sceneggiata all'ennesima potenza. E' un messaggio chiarificatore che voglio condividere con voi.
- - - - - -
Caro MAESTRO sei stato la scuola di Napoli, ma no quella dei libri quella è facile basta studiare, sei stato la scuola di vita con il tuo saper vivere, il tuo saperti comportare, il tuo apparire sempre sicuro di te e un pò spavaldo in tutto il mondo, quasi a dimostrare il tuo popolo numero 1, quasi a dimostrare "e veng'a Napul a chiu bella città do munn".
E bello dire il re di Napoli, il Papà di Napoli o il Sole di Napoli ma tu resterai quello che tu sempre cimentavi in ogni occasione: IL GRANDE CUORE DI NAPOLI.
Un ricordo bello che porterò sempre con me e che una sera a casa tua, un paio di amici bussammo alla tua porta, avevamo sentito cantare dalla tua terrazza e fu irresistibile per noi, volevamo vederti da vicino.
Ci apri la signora Rosetta che sorridendo ci chiese gentilmente,
"uagliu' ma vui chi sit"
giustamente non conoscendoci,e noi rispondemmo "signora siamo fans del MAESTO volevamo fargli un applauso da vicino"
e lei subito piena di generosità ci fece accomodare, noi un pò imbarazzati per l'orchestra e l'immensa tavola imbandita
ci mettemmo un pò in disparte a cercare qualche approccio col figlio Francesco che ci diceva tranquilli ragazzi fate come se stesse a casa vostra e cercava di toglierci l'imbarazzo.
Ad un certo momento il MAESTRO si alzò e venne verso di noi e col suo sorriso ci disse " e vui che ce facit loc" noi quasi tremanti rispondemmo volevamo ascoltarvi dal vivo e lui sorridendo ci disse " o v'assettate e magnat o ve ne jat"
passai la serata più emozionante della mia vita a tavola col il piu' VERO cantante e sceneggiatore di tutti i tempi.
- - - - - -
Non sapevo che uno che recita nella sceneggiata fosse uno sceneggiatore!
Quindi l'Oscar per la sceneggiatura lo danno per questo. Ah, ecco. Però che stronzi questi americani a non aver dato mai un Oscar a Merola, il più grande di tutti. Come minimo ora gliene devono dare uno postumo alla carriera. Non vedo l'ora di assistere alla cerimonia di premiazione.
Me ne stavo lì, ormai vinto nello spirito e definitivamente persuaso di non aver capito nulla della mia città, e finanche stavo per uscire di casa per portare il mio omaggio al Maestro quando la voce di Annalisa Spiezie mi colpisce: «è la Napoli della sceneggiata, dei cantanti neomelodici, dei vicoli che piange la morte di Merola. Quella Napoli oggi ha portato il proprio omaggio al funerale del cantante».
Sarà perché è la prima volta che in tv sento fare una distinzione tra due Napoli diverse, sarà perché la Spiezie è di Portici e mi dà l'idea che in fondo in fondo di Merola non gliene frega niente, in ogni caso io mi sono fermato ad ascoltare quelle parole e le ho sentite mie.
E' così, è QUELLA Napoli che piange, non quella dove vivo io. E siccome nessuno ha stabilito che QUELLA sia la VERA Napoli, io NON mi sento privato di un pezzo di me, del mio cuore, e a dirla tutta nemmeno di un grande artista; io non andrò a prendermi botte e spintoni da una Napoli anacronistica rappresentata da un artista talmente trash da rendere tutti concordi sulla sua figura, perfino il nostro Parlamento. Io non mi unirò al coro di emigranti oggi cittadini americani che vanno in giro in tuta acetata, collana d'oro e parlano una curiosa neo-lingua parteno-inglese.
Se nel mondo è possibile che si ignori un Saviano per onorare un Merola, allora è anche possibile che io sia d'accordo con la Lega. Purtroppo è accaduto anche questo.
Mi spiace ammetterlo, ma sottoscrivo pienamente il pensiero.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
7 comments:
Penoso constatare che questo sia un mondo in cui si ignora un Saviano per onorare un Merola. Per dirla col tuo ultimo post. Come spiegare al Mediaset-Italiota che l'80 per cento dei partecipanti al funerale di M.M. consisteva di feccia camorrista o pseudo-tale? E poi un interrogativo molto più generico, magari fuori argomento: se diamo per assunto che il nostro pensiero è quello più vicino ad un concetto di "normalità" e "giustizia", come mai è così difficile imporlo, questo nostro pensiero? Io penso che opporsi alla camorra e ad un sistema sociale inteso com'è inteso oggi, abbia in sé qualcosa di naturalmente giusto. E' oggettivo, cazzo! Allora perchè siamo muti ed invisibili? Perchè nonostante tutto sembra di trovarsi dalla parte sbagliata? Perchè noi giusti dobbiamo avere paura? Perchè non devono essere loro a temerci, e non il contrario? Ci pensi mai d-fens, questo è un mondo al contrario, in tutto e per tutto. la merda non dovrebbe andare in tv però ci va. L'Africa non dovrebbe essere povera, però lo è. La Chiesa dovrebbe starsene muta, però parla. Berlusconi non avrebbe mai dovuto salire, però ci è salito. Le guerre non dovrebbero esserci, però ci sono. Non si dovrebbe uccidere, ma si uccide. Bisognerebbe considerare il prossimo come un fratello, ma invece è qualcuno da fottere, sfruttare, ingannare. Dovrebbe esserci lavoro per tutti, ma non è così. Dovremmo essere tutti uguali, ma c'è qualcuno meno uguale, e qualcun altro più uguale. Potrei continuare all'infinito. Sono banale d-fens? Ma perchè mentre scrivo queste banali considerazioni, mi sento salire la rabbia in corpo? Perchè mi tremano le mani? Continuo... Sarebbe giusto che Mario Merola, con tutto il suo patetico repertorio di canzonette e ballate di camorra finisse nell'oblìo, ma invece ne parlano in tutti i tg... Il mondo puzza.
ciao, ho un sacco di cose da dire su questa faccenda di mario merola. e forse in qualche modo mi ricollego anche @ adriano, sul "perchè certe cose sono come sono". prima di farmi un'opinione su merola (in quanto emigrante tutti mi chiedono un'opinione a riguardo) innazitutto ho preso tempo e mi sono interrogata: vuoi vedere che è morto un grande artista napoletano e io non me ne ero mai accorta? non è che mi sono persa qualcosa di importante, tra un caffè al martini e un giro di shopping a via dei mille? cerco, riepilogo, mi documento. scopro il primo valore, che mi pare esclusivamente storico. nel senso di cronistoricoletterariartistico. mario merola è senza dubbio il re della sceneggiata napoletana: una forma di teatro popolare, una delle tante forme di teatro popolare e non nate a napoli, una delle tante e non certo la mia preferita. lui ne è sicuramente il re incontrastato. rappresenta il massimo esponente di una corrente artistica che ha avuto e forse ha il suo fedele pubblico, che si riconosce in queste sue storie per il modo di affrontare la vita e le difficoltà quotidiane, esprimendo amore e odio e tutti gli altri sentimenti in quella maniera così plateale, ecco, quella da "sceneggiata". ovviamente napoletana. il secondo valore che ho trovato è una logica conseguenza del primo, si tratta di un risvolto antropologico/sociologico che pur mi pare interessante. la gente che ci si riconosce, dicevamo. le storie che racconta. quelli del funerale? credo. gente che vive nella miseria ma c'ha il cuore grande così, gente che vive ai margini della società e della legalità, gente che fa i conti con i parenti e gli amici arrestati, gente che scende a patti con la camorra (a quanto si dice) pecchè tutt' quant' amma campà, gente che canta cose tipo "o latitant nun tene cchiù nient'" e sto latitante soffre, poverino, perchè è costretto a stare lontano dai suoi cari, deve nascondersi, non può vedere i figli crescere. no, non posso capire, come dicevi tu dfens. è che ti deve succedere, ci devi stare dentro a questa vita che lui canta. e nel mio caso questa non è la mia vita, non sono le mie esperienze, non sono i miei di valori. ma quali sono questi grandi valori dell'opera di mario merola? qualcuno ne sa qualcosa in più? cosa denuncia, cosa insegna, di che parla, che racconta? non ho trovato molto neanche nelle trame che ho letto. forse mi appare chiaro un solo concetto, quello del famosissimo zappatore: e non mi riferisco all'amore che ogni figlio dovrebbe portare verso la sua cara genitrice bensì alla rivalsa morale delle classi povere su quelle ricche e benestanti ma aride di sentimenti. rivalsa morale e sociale. tu tieni i soldi ma io so' megli'e' te. MA NON C'ERA NINO D'ANGELO PER QUESTO??? riguardate nu jeans e na maglietta. e poi guardate titanic. cambiano le facce, ma non cambiano i contenuti. lui è povero lei è ricca, sono diversi ma si amano, perchè lui è più fiko di tutti quei damerini belli fuori e vuoti dentro. e poi alla fine uno dei due giovani amanti muore, proprio come nel finale dell'ammiratrice. e dal punto di vista canoro? non c'è paragone. l'interpretazione naso-lamentosa di nino non conosce eguali. nino per certi versi lo capisco, lo capivo ai suoi esordi e lo capisco oggi. nino è davvero trash. e bisogna avere un sacco di buon gusto per amare il trash, eh, perchè prima devi riconoscerlo in quanto tale. ti trovi? merola non è così, non è trash. io non lo so cos'è. proprio no.
saluti e baci, the dolphin.
PS
mio marito che è veneziano pensava che merola fosse il merolone.
Applauso e standing ovation per Dolphin e relativo commento.
si, purtroppo è innegabile che dallo scontro tra Mario Merola e Saviano è il primo a vincere e mi trovo stranamente d'accordo con quanto scritto sul La Padania.
Ma non poteva essere altrimenti: merola, dal mio punto di vista, ha esportato un modello camorristico (troppo condiviso dalla maggioranza dei cittadini)nel mondo contribuendo non poco a portare avanti i soliti luoghi comuni su Napoli. Leggevo nel post, e la cosa mi torna veramente nuova, che avrebbe partecipato alla lotta alla camorra... Ci credo molto poco e la cosa mi mi ricorda tanto quelli che danno un euro al mendicante e dicono di fare beneficenza... ma per favore!
Prendiamo il film "o zappatore", che è l'unica perla che ho avuto modo di vedere e quindi di valutare.
A parte l'inciso sui valori familiari...("i song o pate e nun me pò cacciavavavavaaaa") l'idea dell'uomo d'onore ispirato al camorrista di successo, è insita nel personaggio che "se la comanda" in ogni ambito.Intravedo tanti Zappatori nell'atteggiamento di chi passeggia per via Roma il sabato pomeriggio con la ragazza, zittita in malo modo ad ogni parola. Mario Merola è stato un vate, il maestro.
Gigi d'Alessio cantava ai matrimoni dei grandi camorristi. E'normale che si senta come se gli fosse morto un padre.Per lui era un esempio da seguire il personaggio di Mario Merola.Nella vita e nei film. La città e i napoletani tutti sono intrisi di camorra, ne sono sommersi,ed io per prima, mio malgrado.
Vivono una grande sceneggiata ogni giorno, anche quando vanno a fare la spesa. I funerali di Merola sono stati solo un atto dello show.Come non prevedere cosa si sarebbe scatenato ai funerali?
Mario Merola era o' sole e Napoli paesà, mo nun ce sta kiù nisciun. L'americana ha avuto Frank Sinatra e noi Mario Merola...jamme jamme ja,funiculì funiculà
hai perfettamente ragione..è vergognoso il tentativo dei media di ridurre la realtà napoletana alle pagliacciate, alla teatralità e all'ignoranza della plebe che si è accalcata al carmine...
aproposito di merola e dei suoi funerali ne ho scritto sul nostro blog: http://napoliviva.blogspot.com
ciao!!
Posta un commento