Sabato mattina ero in giro a fare le solite cazzate che si fanno durante il fine settimana, e mi sono trovato a passare per la strada che faccio ogni mattina per andare al lavoro.
Ho pensato di andare a prendere un caffè nel solito bar dove vado quasi tutte le mattine...
Si tratta di un bar piccolo, essenziale e pulito, uno di quelli dove puoi fare colazione al volo, dove due cornetti e due cappuccini ti costano 3 Euro invece di 4, dove il barista è una brava persona che si ricorda se il cappuccino lo vuoi senza cacao, se il caffè ti piace schiumato, che ti saluta sempre sia quando entri che quando esci, anche se c'è gente al banco.
Ma c'è qualcosa di diverso, oggi.
Su quella paretina lì in fondo non c'era una porta, ora dietro al carton gesso, dove prima c'era il ripostiglio, ci sono delle macchinette per videopoker. E ovviamente dei disperati che ci giocano (alle 10 di mattina di sabato, poi diciamo che non ci sono soldi...).
Al banco c'è una ragazza che avrà sì e no 20 anni, Jeans di quelli che arrivano al polpaccio, stivale a punta, camicia rosa con tetta modesta ma esplicita, occhiale da sole a goccia specchiato con riflesso dorato che manco i paninari osavano tanto. Una faccia da troia ed un lessico stentato, sorseggia un drink.
Ma non è la sola presenza strana... accanto a lei noto un cuozzo anche lui in camicia rosa, aperta fino al terzo bottone per mostrare il pettorale modello depilzero che sta con tanta fatica sviluppando tre volte a settimana, spingi spingi, tre ripetizioni poi massimale. Appesi all'angolo della camicia un paio di occhiali da sole da 11 metri quadrati. Fa lo splendido, dice "stasera non voglio pensieri, voglio solo pariare, dove ce ne andiamo a ballare?".
Mi sta per andare di traverso il cappuccino. Io sono in jeans, felpetta di micropile comprata in supersaldi da Decathlon, e un cappottino grigio topo pagato 40 Euro che mi fanno sembrare un commesso viaggiatore bulgaro accostato a questi tizi.
Alla cassa ci sono altri due cuozzi, uno con uno smartphone da 600 Euro con cui parla a ciclo continuo, l'altro va e viene dai tavolini dove porta soft drinks ad un gruppo di amici che festeggiano.
Anche il secondo barista è cambiato, prima era uno normale, ora è uno con un pizzetto scolpito e un taglietto trasversale sul sopracciglio, tipo finta cicatrice sullo stile di quel grandissimo cazzone di Daniele Interrante (per dirne uno).
Ma che cazzo sta succedendo?
Me lo spiega l'unico essere umano presente, ovvero il barista "precedente" (non saprei come altro definirlo): il bar cambia gestione. E lui? Lui, mi racconta, purtroppo non potrà più lavorare lì, dato che prima faceva lì la mattina e poi il pomeriggio in un altro piccolo bar di Agnano, proprio sotto casa sua, per non allontanarsi troppo e poter portare la moglie a fare la chemioterapia.
Mi sorprende sempre il modo in cui il napoletano verace parla di un tumore, senza mai nominarlo, senza mai parlare di futuro, senza citare le medicine, e con velati riferimenti alla benevolenza di Dio che si augura arrivi e gli faccia risolvere il problema per miracolo. In un giorno qualsiasi avrei detestato questa ignoranza, ma al momento quell'uomo mi ha fatto una gran pena, mentre mi raccontava in un italiano stentato che non avrebbe più lavorato in quel bar perché la nuova gestione non poteva stare appresso ai suoi problemi e farlo lavorare solo la mattina.
E lo diceva ad alta voce, senza astio ma con dignità e con un tono comprensivo, come se lui davvero capisse i problemi della nuova gestione. Cioè, quei quattro stronzi e quella troia che parlavano di andare a pariare in discoteca, sorseggiando drinks e fingendo di non sentire quelle parole. Fingendo di non snobbare quel mio cappottino grigio topo così poco alla moda, e le mie occhiaie così poco adatte al bar fighetto che loro avevano in mente quando papà lo ha rilevato.
Ho promesso al barista che lo sarei andato a trovare ad Agnano al suo bar, e sono uscito disgustato e preoccupato dal fatto che ora non ho più il solito bar dove passo quassi tutte le mattine, che ora dovrò ricominciare a cercare un bar decente con un cappuccino decente, un personale decente e dei prezzi decenti.
Sono uscito con tutte queste cose in testa mentre la nuova gestione mi salutava e ringraziava a voce alta, una voce che nella mia testa suonava come un "vedi di non tornare più qua che ci abbassi la media".
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6 comments:
Finalmente sei tornato
Sei sempre più fenomenale. Ma non te n'eri andato?
Che tipo di cuozzi erano? Voglio dire, che versante? Camurria? O posillipini? O vomeresi? Comunque poco importa. Stessa merda.
Non penso comunque che siano persone così evolute mentalmente, da arrivare a vedere in te un pericolo per la nuova estetica del locale. Sono solo degli encefalitici. Encefalitici senza speranza. A volte mi viene un senso di sconforto, quando realizzo, con piena lucidità, che la gente così, i cuozzi di merda, non è assolutamente ricettiva. Nel senso, siamo di una diversità abissale. Non potrà mai esserci comunicazione con loro. Sono la feccia. La merda. Ecco lo sconforto. Lingue diverse. Noi pensiamo, loro no. Che cazzo di pensieri poteva avere quel coglione che voleva andare a ballare. Sconforto che si tramuta in arrendevolezza. Lo stesso sconforto che provi di fronte all'ineluttabilità di tante ingiustizie. Dio è stato ingiusto con loro. Ma un po' anche con noi, che con certa MERDA ci ha costretto a convivere. Amen.
P.S.: ma te ne vai da Napoli, o no?
Saluti.
@ oRay: mi fa piacere che tu sia passato di qui :), tra l'altro passo quando mi è possibile sulla tua pagina di mySpace perché mi piacciono molto i tuoi lavori.
@ Adriano, piacere di rileggerti.
Non me ne sono ancora andato perché purtroppo sto ancora cercando un lavoro (e un posto dove stare).
Per quanto riguarda quello che hai scritto, sto seriamente pensando di scrivere qualcosa sull'ignoranza, per capire se sia una colpa o un male di cui si è vittime.
Io intanto registro mentalmente che gente così ha i fondi per rilevare un bar... e io che cazzo ho studiato a fare??
P.S. - Comunque il blog, anche se potrò lavorarci meno, non lo abbandono.
se stai cercando un lavoro e un posto dove stare sappi che io conosco dei delfinari bellissimi qui in zona dalle mie parti. e poi la pet therapy funziona davvero. basta che mi dici OK e io... fammi sapè. baci, il tuo prediletto mammifero acquatico.
myspace?
ecco i miei contatti:
www.myspace.com/radio_anydaynow (la mia web radio)
www.myspace.com/raimondo (per contattarmi)
www.myspace.com/ominobufo (aviso, adeso si ride)
Raimondo
ps: non ho ancora capito come devo fare per loggarmi qua... l'altra volta c'ero riuscito!
ho sbagliato... per contatarmi:
www.myspace.com/raioftheibis
a presto
rai
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