Toh, guarda un po', è sbucato un nuovo post su Napoletanite!
Beh, che il blog sarebbe diventato slow l'avevo detto, quindi pur ringraziando chi ha continuato imperterrito a passare di qua ci tengo a precisare che sono vivo (in senso biomeccanico diciamo) e che purtroppo sono ancora a Napoli.
Emigrare non è tanto facile...
Cosa ho fatto in questo periodo? Dove sono finito?
Sinceramente, da nessuna parte. Mi sono immerso in modo totale nelle mie faccende quotidiane e reali, e mi sono lasciato andare ad un paio di new addiction. Sto cercando nuovi stimoli dato che ho abbandonato la mia "vecchia" professione, per lasciarmi assorbire del tutto dalla mediocrità e dalle logiche kafkiane dei cicli; ho sacrificato a questa nuova condizione un baluardo come la televisione, che ho praticamente smesso di vedere. Mi impongo di guardare il tg ogni mattina prima di uscire per non restare tagliato fuori dal mondo, ma poi esco ed il mondo è tutt'altra cosa, quindi la tv è tornata ad essere un mezzo per la trasmissione di film, null'altro.
Non so com'è finito il Grande Fratello e chi ha vinto al Milionario. E non voglio saperlo.
Ho un bel raccontino per voi. Lunedì scorso sono andato a Milano. Ci ero già stato numerose volte, è una città che non mi piace, mi sono sempre rifiutato di andarci a lavorare. Non ne voglio necessariamente parlare male, ma per quello che mi riguarda Milano è solo il centro di raccolta degli scarti di tutt'Italia, con buona pace di qualche raro milanese che si salva.
A Milano ci sono andato a vedere la registrazione di un programma di Wrestling (si proprio quello in cui fanno a botte per finta e i bambini si ammazzano per imitarlo), una idiozia che seguo per mille ragioni - nessuna delle quali sarebbe sufficiente a convincervi che non è una cosa da idioti.
Ricordavo Milano come una città poco accogliente, dove non c'è un cazzo da fare e da vedere, non c'è un posto dove andare che non sia un centro commerciale o un bar con le stufe a gas e gli happy hour. Ricordavo un cinema dove volevo entrare con una ragazza, perché faceva un freddo cane e non avevamo nulla da fare: ricordo che arrivammo ad un multisala (quando a Napoli ancora avevamo i cinema a sala unica) alle 19:05, il film era iniziato da 5 minuti e non ci fecero entrare in sala. Perché? Perché il computer che stampa i biglietti dopo l'orario di inizio del film stampa quelli validi per la proiezione successiva. E non ci fu verso di convincere la cassiera a farci un biglietto a mano, a farci entrare in alcun modo. Siamo rimasti a cioncarci di freddo per un'altra ora. Il rispetto delle regole, pensai. Questo sconosciuto.
L'ho ritrovata peggiorata. Tra immigrati del sud e comunità di stranieri, ormai Milano non ha più un'identità. Le donne vanno in giro come delle deficienti, perfino quelle che hanno un look simil punkabbestia hanno qualcosa di firmato addosso.
Chiedi informazioni a Milano? Ti risponderà un signore robusto in dialetto calabrese, una ragazza col cappellino da baseball e l'accento siciliano, una signora avellinese con la busta della spesa. Poi vai al Datch Forum, e tra i cori improvvisamente scatta un "noi non siamo napoletani".
Dov'è quella faccia di cazzo di Mentana in questi casi? Cosa fa quel coglione di Fazio? Perché i comici milanesi così di moda non parlano di questi cori? Perché non parlano di seimila stronzi che cantano "noi non siamo napoletani", quando sono TUTTI del sud?
A New York ci vogliono più di 2 ore per arrivare dal centro all'aeroporto. Avete capito bene, la distanza è tale che è come se noi napoletani dovessimo andare ogni volta a Roma per prendere un aereo (vabbè che poi per il 50% delle destinazioni internazionali è proprio così, tocca partire da Roma). L'aspetto positivo è che almeno ci si arriva direttamente in metropolitana e il biglietto costa come un biglietto normale.
A Milano ci vogliono più di 2 ore per arrivare a Malpensa. Solo che non si capisce bene come percorrere questo tragitto. In treno, in autobus, con la navetta, col taxi, poi arrivi a Milano (Stazione Centrale o Cadorna) lì per andare in albergo devi prendere la metro, poi l'autobus, ma gli autobus per Assago sono due. Ed il biglietto della ATM non vale per andare e venire dall'aeroporto, ovviamente. Il treno costa 11 Euro e ci mette 40 minuti (a volte) l'autobus ne costa 6 e ci mette 1 ora. Oh, naturalmente se partite dal Terminal 2 (che si trova a 7 anni luce dalla Terra) dovete aspettare ANCHE la navetta della Malpensa che passa, si mormora, ogni 15 minuti.
Ovviamente ho perso l'aereo nonostante fossi partito dall'albergo con più di 2 ore di vantaggio. Sulla navetta tra il T1 e il T2 ho osato chiedere qual era la fermata per il Terminal 1.
Risposta del milanese alla guida: ma paerchaè quaesto lae saembra il taerminal unooo, scuseh? Ma vaoi naellae vostrae città non li leggaetae i cartaelli? (non so come si trascrive l'accento milanese)
"Nelle vostre città". L'espressione risveglia D-Fens dal torpore.
A metà circa del cazziatone, vuoi il forte accento milanese che ormai mi inquinava da 2 giorni, vuoi il fatto che ti ho solo chiesto un'informazione, vuoi che stai urlando in tutto il bus brutto stronzo maleducato, vuoi una ventimila lire non te la dò, mi trovo davanti ad una difficile decisione: attraverso l'autobus e ti sfondo il culo, o mi limito alla dialettica?
Ho un aereo da prendere e siamo lontani dal cazzo di terminal 2, meglio il verbo.
"Senta, SIGNORE, prima di tutto le ho chiesto un'informazione che lei è libero di non darmi; secondo nella mia città stia sicuro che la gente sa essere educata quando fornisce un servizio pubblico (qui non ci credevo nemmeno io ma mi erano tornati in mente i cori "noi non siamo napoletani") e terzo non si permetta di urlarmi o darmi lezioni di nessun tipo, lei non è mio padre né il mio educatore, quindi ora guid Euro di parcheggio (per meno di 24 ore), entro in Tangenziale ed ho già cambiato idea...
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3 comments:
Finalmente. Mi credi che passo tutti i giorni a vedere se hai lasciato un post? Quando si dice, affezionarsi.
Io a Milano ci vivo da sei mesi. Da napoletano. Sento solo "terrone di qua, terrone di là", non contro di me, ma usato come intercalare, offesa generica, da urlare al primo stronzo che suon il clacson qualche secondo di troppo. Non c'è speranza per una città come Milano, il cesso d'Italia, il ricettacolo della munnezza italiota, e di tanti illusi anche. Sfarzo, ricchezza, ed una mentalità che non sa vedere oltre il proprio naso, oltre il proprio conto in banca, oltre non so che altro. Oltre l'Hollywood al sabato sera: fuori ci stanno certe file come quelle a portofino davanti agli Yacht dei ricchi. macchinoni e modelle cocainomani ovunque; il Duomo e qualsiasi altro straccio di testimonianza storico/archeologica/umanistica, letteralmente assediato da negozi di intimi, bar, baretti e cocktail bar. File ai banconi dell'Happy our per ingozzarsi di merda. Ma Milano è sintetizzabile in una cosa: le scale mobili. la gente si mette a destra in fila, per far passare a sinistra quelli che devono correre. E cos'altro, cazzo. Quante altre cose ancora?
Io appena finisco sto master, che faccio per necessità perchè fa lavorare, c'ho già le valigie pronte sulla soglia di casa, che tra l'altro è pure un buco di merda in mezzo al BRONX(Viale Monza e circondario) che pago consumando tutti i miei risparmi.
Milano. Italia. Ma io non voglio lamentarmi. Sono scelte. Finchè rimarremo in Italia non abbiamo granchè diritto a lamentarci. O almeno, al lamento seguano azioni concrete. Il fatto è che non si sa mai bene cosa contro agire: mentalità? Marciume vario? Da dove cominciare? Chi cominciare a falciare? Boh?
Altrimenti, sempre con quelle due valigie, via dall'Italia per sempre. Chi rimane, taccia e si rimbocchi le maniche, e digerisca in silenzio le tonnellate di merda che la quotidianità italiota gli sbatte in faccia. Poverissimi, meschini noi. Amen.
E a proposito di BRONX.
Tutti straparlano di Napoli e dei suoi problemi. Si venissero a fare un giro a Milano. C'è più crimine qui che a New York negli anni 80.
beh, dalle mie parti si dice: AL SON TOT D' MAROCCHEIN - anche intonato, tipo copro da stadio. neanch'io son bravissima a riprodurre gli slogan dialettali nordici ma questa frase è stupoenda, è diventata il mio inno, il mio motto di vita, il mio rompighiaccio con i vecchietti sull'autobus e con le nuove colleghe al lavoro.. e sai qual è il bello? che si dice ridendo, e tutti ridono di conseguenza, davvero, nessuno si prende sul serio. Insomma, forse qualcuno sì, ma ben lontano dai lidi che frequento io... Perchè, come diceva de crescenzo, si è sempre il SUD di qualcuno. e se i milanesi snobbano i napoletani, state tranquilli che i napoletani si sentono superiori ai pugliesi, che si considerano senza dubbio una comunità più evoluta della tunisia, che a sua volta si crede di essere o' patetern se paragonata alla nigeria, e via così.
quello
che
i
milanesi
NON
sanno
è
che
gli
svizzeri
li
schifano.
sssh, non fateglielo sapere mi raccomando...sai che trauma...peccaritàpeccarità...ssshhh...
welcomebackdfens. loveyou, the d.
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